BIOGRAFIA
L’opera nasce dopo una attenta disposizione dei materiali usati. All’inizio crea la superficie del supporto ligneo su cui dispone a strati, con attenzione: garze, tessuti, carte incollate, frammenti metallici, resine.
Essi generalmente caratterizzano l’incipit della creazione, sia nei piccoli o nei grandi formati. Mantiene tutto in posizione orizzontale, come fosse una pagina, poi solo alla “fine” verticalizza l’immagine, per poterla razionalizzare pittoricamente. Durante questo procedimento lento e complesso riaffiora l’universo delle immagini, il pensiero psicologico, che non è mai premeditato.
La creazione ha origine da visioni liriche, frammenti emotivi che appartengono alla sua storia, poi divenuta ‘mondo interiore’, stabilendo quella che Freud definì “relazione fra i sogni e la vita da svegli”: landscapes di luoghi che esistono dentro di noi, che ci ricollegano con realtà ed emozioni del passato, espressioni della vita intellettuale di cui siamo stati spettatori o protagonisti. Sono memorie, immagini vivide, dettagliate e simboliche, che dipinge sulle rarefazioni di materiali cartacei sovrapposti. Immagini abbagliate, bagnate dagli argentei marini che lasciano pensare a profumi salmastri, scritture e accecamenti sull’acqua, per eccesso di luce. Quasi sempre vi sono parole che si librano nell’aria come suoni e sono la chiave di lettura del suo lavoro, la loro porta d’accesso.
Nel 2018 la galleria Zanini Arte gli dedica una personale intitolata “Geografia dei Silenzi” e presenta il progetto internazionale “NEW FAUSTIAN WORLD” a cura del prof. RAFFAELE QUATTRONE e 24 ORE CULTURA. Mauro Pipani partecipa insieme a Njideka Akunyili Crosby, Glenn Brown, Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Tiffany Chung, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, NS Harsha, Alessandro Moreschini, Imran Qureshi, Terry Rodgers, Raqib Shaw, Li Songsong, Philippe Taaffe, Josep Tornero, Jan Worst.
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