Rino soul S

Rino soul S

Bronzo, cm. 32x14x25

BIOGRAFIA

Simone Benedetto è un artista nato a Torino nel 1985, dove vive e lavora. Dopo la laurea in scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti, approfondisce la propria formazione attraverso esperienze all’estero nelle accademie di Valencia e Lisbona, entrando in contatto con contesti e linguaggi internazionali che contribuiscono a orientare il suo percorso verso una ricerca aperta al confronto tra tradizione e contemporaneità. Sin dagli esordi, Benedetto sviluppa una pratica scultorea attenta alla dimensione simbolica e alla relazione tra individuo e società, che si esprime attraverso un linguaggio capace di coniugare forza visiva e tensione concettuale. La sua opera si muove in un territorio in cui la figura, spesso di matrice animale o antropomorfa, diventa strumento di riflessione sulle dinamiche del presente, sulle fragilità dell’essere umano e sulle trasformazioni della realtà sociale. Nel 2013 ottiene importanti riconoscimenti vincendo il concorso indetto dal Bioparco Zoom di Torino e il primo premio come miglior artista della nona edizione di Paratissima, risultati che segnano una svolta nella visibilità del suo lavoro. A partire dal 2015, anno della sua prima mostra personale, intraprende un percorso espositivo costante che lo vede coinvolto sia in mostre personali sia in numerose esposizioni collettive, consolidando progressivamente la propria presenza sulla scena artistica contemporanea. Nel 2016 viene selezionato tra gli artisti del Premio ORA, ulteriore conferma dell’attenzione critica verso la sua ricerca.  Negli anni successivi presenta il suo lavoro in importanti spazi espositivi, con personali come Project room #2 a Torino, Black Mirror of Society ad Ascoli Piceno, fino alle più recenti Simone Benedetto al Castello di Rivara, Solo Show a Catania, Animal Soul alla Domus Lascaris di Torino e presso il Complesso Monumentale di San Severo al Pendino a Napoli nel 2025.  Parallelamente, Benedetto partecipa a un ampio numero di mostre collettive in contesti pubblici e privati, tra cui il Castello di Rivara, il Castello Visconteo Sforzesco, e rassegne come SOS Humanity a Orta San Giulio e Flâneurs e naviganti a Brescia, confrontandosi con altri artisti della scena contemporanea e ampliando il raggio di diffusione del proprio lavoro. Il suo percorso testimonia l’evoluzione di una ricerca coerente e riconoscibile, capace di interrogare il presente attraverso la scultura come strumento di indagine critica e poetica. Le sue opere, esposte in gallerie e spazi istituzionali, delineano un immaginario in cui la dimensione distopica e quella simbolica si intrecciano, restituendo una visione lucida e inquieta della condizione umana nel mondo contemporaneo.

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