Bacco

Bacco

Tecnica mista su tela, cm 155×180

BIOGRAFIA

Vizzini Andrea è esperto di tecniche artistiche che spaziano dalla fotografia alla computer art. E’ stato uno dei fondatori del movimento pre-transavanguardia degli anni ’60 e ’70, che cercava sia un approccio concettuale che un ritorno alla pittura.

I suoi esordi furono caratterizzati da dipinti concettualizzati che utilizzavano la figuratività in contesti eterogenei. Insieme ai principali rappresentanti del nucleo storico della nuova figuratività degli anni ’70, contribuirono alla graduale attuazione di questo movimento.

Dopo aver lavorato con colori ad olio su tela e legno, nel 1974 si reca a Parigi e visita il Louvre. Qui rimane colpito dalla sezione delle statue greche e decide di dedicarsi alla rappresentazione della mitologia greca. Successivamente visiterà l’Altare di Pergamo e dipingerà su tela una serie di progetti che ricostruiscono il senso della mitologia e della storia dell’arte con occhio visionario.

Le opere dei cicli “Interni Teoretici” 1980, “Luoghi dell’Eternità” 1986 e “Iconico Anonico” 1994 sono caratterizzate da una struttura simbolica e rivelano una visione del mondo come dicotomia di due principi opposti. I motivi principali delle sue opere assumono sempre più una combinazione di valori figurativi e planimetrie informali, e subito dopo il periodo della negazione (1995-1998) si dedica sempre più alla pittura e alla scultura, adottando un atteggiamento intimo e minimalista.

Dopo aver utilizzato la pittura acrilica e il collage, ha sperimentato diversi materiali come terra, ferro e luce, e ha inizia ad utilizzare forme di luce quasi caravaggesche che consentono profondità spaziale e un impatto molto personale.

Dal 2000 integra il suo linguaggio attraverso la creazione di sculture e l’esposizione di dipinti di grandi dimensioni in spazi pubblici. Alcune opere si trovano nella collezione della Farnesina.

Nel 2008 espone alla Biennale di Pechino in occasione dei Giochi Olimpici e le sue opere sono raccolte al Museo Nazionale d’Arte.

Affascinato dall’architettura e dalle prospettive impossibili di Maurits Cornelis Escher, l’artista ha organizzato una grande mostra sul tema “Luoghi Eterni” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Nel 2011 allestisce a Napoli, presso il Museo Castel Nuovo – Maschio Angioino, la mostra Codice Perpetuo. Qui per la prima volta il dialogo tra pittura e scultura diviene più serrato e interattivo.

Vizzini Andrea porta a compimento il ciclo “La Fine dell’Arte” che diviene il titolo di una mostra che realizza alla Galleria Ravagnan di Venezia. Si è svolta nel luglio 2017, durante la 57° Biennale di Venezia. In contemporanea alla grande esposizione “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” di Damien Hirst a Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

Realizza un ciclo di mostre a partire dal 2019, a Parigi, Galleria Bartoux. Nel 2023 al Museo ARCOS di Benevento e al Museo Storico Archeologico di Nola-Napoli. Infine alla Casa del Rigoletto di Mantova (Cataloghi OmniaBook e Mondadori).

Di lui hanno scritto critici importanti come: Achille Bonito Oliva, Luciano Caramel, Eugen Gomringer, Alberto Moravia, Pierre Restany, Klaus Honnef, Alberto Fiz, Boris Brollo, Lucio Barbera, Floriano de Santi, Enrico Crispolti, Luigi Carluccio, Leonardo Sciascia, Domenico Rea, Mario Penelope, Marco Goldin, Umberto Eco e molti altri.

Collabora con Al Di Meola (Chitarrista e Autore Jazz) alla copertina del disco ” The Infinite Desire” (1998). Collabora con Karl Jenkins (Compositore e Direttore ” Adiemus”), alla copertine dei dischi “Adiemus Live” (2001) e ” Motes” (2014).

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