BIOGRAFIA

Lamberto Melina, nato in Piemonte, è un talento naturale dell’arte contemporanea, lontano per indole dall’indottrinamento accademico nonostante la sua laurea in filosofia estetica. I suoi esordi sono stati agli inizi degli anni ’90, con un percorso di mostre personali e collettive in Italia per poi affacciarsi a palcoscenici europei. Le sue opere sono famose in tutta Europa per la sensibilità ed il virtuosismo tecnico abbinati a preziosità cromatiche. Lavori in cui emergono figure femminili in situazioni collegate ad analisi psicologiche, con chiari riferimenti psicanalitici del secessionismo klimtiano, reminiscenze mitologiche e alchimie di simboli, esoterismi e misticismi di culture lontane o antiche. Lamberto Melina partecipa dal 2010 alle più importanti mostre collettive europee e Fiere d’Arte Internazionale di tutto il mondo. Nel 2011 le sue opere sono esposte al Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia. Vincitore di molti premi nazionali e internazionali tra cui nel 2012  il Primo Premio al Premio Internazionale Amalfi e al LVI Premio Internazionale Basilio Cascella.

“Ognuno di noi sente e vive la propria vita secondo un disegno ispirato. L’ispirazione proviene dai vari piani d’esistenza che fanno parte della nostra realtà: fisica, razionale, spirituale, coscienziale o animica che sia. Ognuno cerca la propria via, districandosi tra i mille e mille intralci dell’esistenza, al fine di raggiungere il suo scopo e la sua meta. Spesso il ricongiungimento è fonte di sommo piacere e godimento, a volte è fonte di pena e di compatimento”. Per Lamberto Melina l’arte è pura sofferenza, una sorta di maledizione che è imposta e che, per produrre meraviglie che ammaliano gli uomini e che conducono a stupefacenti catarsi, fanno scendere chi le crea, fin ai limiti della coscienza e della ragione, quasi che le stesse opere suggessero dagli spiriti che le creano il bagliore vitale che le fa vibrare altissime. Egli ritiene che lo scopo di un artista, di ogni artista, sia quello di sopravvivere interiormente e consapevolmente a questo travaso di energie vitali. La decostruzione semantica dei soggetti e degli oggetti è il processo che genera ideologicamente i lavori dell’artista. La catarsi è poi il fine ultimo di questa operazione erneneutica. Quando ha di fronte un soggetto umano, compie un’opera di spoliazione dei suoi attributi culturali, lo priva del contesto, lo isola nella sua nuda umanità. I frammenti identificativi vengono obliati nell’oscurità. Ciò che resta è un volto puro, un oggetto puro, ricostruito nella sua estrema essenzialità, libero da artifici storicizzati. Nei suoi lavori l’operazione simbolica si sposta su un versante intimistico, più vicino all’analisi psichica che alla rappresentazione, essi suggeriscono un percorso, invitano alla penetrazione del vuoto e del silenzio che avvolge i soggetti figurati. Ecco la differenza dunque: l’interpretazione diventa opera introspettiva del fruitore e non proposizione di un atto tecnico autoreferenziale. Un tramite tra l’osservatore e il proprio Sé. Sempre riemerge il concetto della “poetica” e il parallelismo tra il processo metaforico della costruzione del senso nella poesia e il modello che seguo nel costruire i miei soggetti.

Nel 2018 Lamberto Melina espone presso la galleria Zanini Arte una personale dal titolo “Extra Mundi” a cura della Prof.ssa Paola Artoni