gennaio 05, 2013
PILLINO (apri)
PILLINO (apri)

Opera in evidenza: “Oltre il muro bimbi”

 

Pillino è nato nel 1948 a Camogli.

Fin da giovane si dedica alla pittura ritraendo principalmente paesaggi, vedute e ritratti. Grazie ai continui viaggi e alla fatale coincidenza delle frasi “le scritte sui muri invitano a pensare” e “il muro bianco reprime il pensiero critico” scritte sui muri della Statale di Milano, inizia la sua personale ricerca stilistica.

Ha esposto in numerose personali sia in Italia (Milano, Roma, Genova, Torino, Alessandria) che all’estero (Principato di Monaco, Bruxelles, Tunningen, Cannes, Parigi, Nizza, Shanghai, Hong Kong, Canton, Providence).

Le opere di Pillino sono enigmatiche. In un primo momento lo spettatore passa oltre, quasi come se la coscienza non avesse realizzato quelle Presenze, ma poi lo sguardo è irresistibilmente attratto di nuovo dal magnetismo delle composizioni, ottenute dalle semplici fenditure dello spazio. Si tratta di un allontanamento della tradizione figurativa dell’Accademia per configurare un insieme di superfici bidimensionali. Con un metodo che richiama i tagli di Fontana, l’Artista di Genova esplora le profondità di un abisso interiore. In questi suggestivi lavori non c’è l’inquietudine della rappresentazione quasi informale delle “Cervices” di Jane Frank ne la descrizione realistica di Shishkin. Piuttosto, qui l’impatto immediato delle tinte in contrasto rimanda al valore semiotico delle spaccature perché, nella corsa frenetica della globalizzazione, l’incomunicabilità diventa la vera misura concettuale della nostre esistenze frammentarie. “Quando Dio tace, si può fare e dire quello che si vuole”, scriveva Sartre; e allora la nuova fase della ricerca di Pillino lo spinge a esplorare le forme di solitudine che portano alla chiusura o all’aperta ribellione. In questo senso, la forza cromatica dei quadri e le fratture bianche sono la sintesi estrema del dolore espresso dai vortici deformati dell’Urlo di Munch. E’ in maniera quasi complementare, quindi, che lo sguardo passa dalla levigatezza essenziale delle simmetrie alla granulosità scabra di uno zoom che indugia sul particolare di un fenomeno cosmico ed ematologico, ricollegando ancora la soggettività dell’indididuo ai fenomeni universali. In ogni caso, lo spettatore osserva composizioni materiche che raccontano un disagio segreto: è quella sensazione incongrua che si prova quando ci si trova in piedi al centro di un Loft minimale inondato di luce e la mente immagina il buio claustrofobico e umido di una cella d’isolamento.

 

Esposizione presso la nostra galleria UNLIMITED BOUND : 2- 26 Ottobre 2014

   Opere in galleria:

Oltre il muro

 

  L’artista presenta l’opera Oltre il muro

 

Oltre il muro visi

 

Oltre il muro Lottiamo con Cristo

 

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