gennaio 02, 2013
GIANNI SEVINI (apri)
GIANNI SEVINI (apri)

Immagine in evidenza: “Fuoco, eruzioni vulcaniche del Vesuvio” La cenere (viola), la lava (rosa e azzutto) tutto attorno la vegetazione e le città, olio su tela 120 x 80 cm


Crevalcore (MO) – 1943 Vive e dipinge a Castello d’Argile (Bologna)

Tracciare un profilo di Gianni Sevini come artista non è mio compito, né è mio interesse rappresentarne la storia evolutiva per esaltarne, se nel caso, il percorso. In qualità di direttivo in una struttura museale è invece, soprattutto, mio interesse catturare le informazioni, farne raccolta, archiviarle per poi rileggerle e infine proporre un prodotto artistico, in una logica strutturata, “che parli”.E Gianni Sevini, con la “sua” logica di pittore naturalista, mi ha colpito fin dal primo incontro, così che anch’io ho voluto che il suo pennello e la sua tecnica entrassero vigorosamente nel percorso di Giorgio Celli e di Ca’ la Ghironda sull’Arte e la Natura diventandone, poi, inevitabilmente, protagonista, quasi come se il percorso stesso fosse stato studiato per lui.
Di Sevini, infatti, i richiami alla natura sono costanti, intensi, profondi, puliti; così come ognuno ne scopre, opera per opera, la forza del contenuto e la delicatezza del tratto, l’inequivocabile personalità di uomo d’arte sensibile e profondo, affascinante – nella sua dolcezza narrativa – di una figurazione sempre evocativa la vita.Il segno e il colore di Gianni Sevini sono elementi di alta poesia e di bellezza. Scrive Giorgio Celli che “il pittore che produce bellezza ne diventa il custode”.
Ecco, Gianni Sevini è “il custode”, il promotore, anche, di un modo di trasmettere emozione e attenzione attraverso il gesto artistico che definirei più diretto che figurativo, più dell’anima che della ragione, tanto da arpeggiare – e non è retorica – con le corde della passione e del cuore.
Per questo osservo in Sevini l’artista autentico. Se Dostoyevsky diceva che “la bellezza salverà il mondo”, poi, la spontanea bellezza della pittura di Gianni Sevini e dei suoi soggetti è, per noi del ModernArtMuseum, un irrinunciabile strumento di attrazione all’arte e alla natura, un mezzo che, attraverso i percorsi didattici che programmiamo, numerosi, per i più giovani, per le scuole e per i genitori con i loro bambini, sviluppa riflessioni e accende stimoli al rispetto alla vita.
Un tassello, Gianni Sevini, nella grande opera di vera riflessione che l’Uomo prima o poi dovrà avviare e che, forse, ce lo auguriamo tutti, un giorno salverà per davvero i nostri figli. E il mondo.

Sevini è un pittore che dipinge le api, i funghi, la natura. Ma se questo è vero, sarebbe del tutto fuorviante considerarlo un pittore naturalista, che voglia rispecchiare il mondo e che si compiaccia di metterlo in ordine sulla tela.
La sua è, invece, una rivisitazione onirica dell’universo naturale, e dunque, se di naturalismo si tratta, è un naturalismo che nega se stesso, andandosene dritto dritto per la via dei sogni.
Vittorio Spampinato

E’ come se nei suoi quadri la natura, gli animali, le piante, i paesaggi scivolassero dolcemente in una distanza singolare, che li rende impalpabili, che li trasfigura sottilmente in un naufragio cromatico che ne mette in forse i contorni. Si direbbe che l’occhio pittorico di Sevini ospiti una componente estatica, che contempla più che osservare, promuovendo l’avvento di una leggiadra favola delle forme. Non a caso ama le api, questo popolo misterioso, che costituisce quasi una metafora dell’artista. Perché l’ape, come ha scritto Montaigne, raccoglie il nettare da tanti fiori, ma, alla fin fine, fa un miele tutto suo.
Giorgio Celli

 

Esposizioni
Istituto Italiano di Cultura Vienna;
Pinacoteca Civica – Cento (Ferrara);
Arte Fiera – Bologna;
Miarte – Milano;
Vicenza Arte;
Stern Galerie – Kriens (Svizzera);
Galleria Guelfi – Verona;
Sala Rosa – Budrio (Bologna);
Castello delle Rocche – Finale Emilia (Modena);
Chiesa di San Romano – Ferrara;
Delizia del Verginese – Portomaggiore (Ferrara);
Sala dell’Annunziata – Imola (Bologna);
Galleria Catalonia – Barcellona (Spagna);
Museo Bargellini – Sala Temporanea – Pieve di Cento (Bologna);
Chiesa di S. Apollinaire – San Giovanni in Persiceto (BO)
Modern Art Museum – Zola Predosa (Bologna)

Esposizione presso la nostra galleria  “Oltre l’invisibile” 4 Novembre 2012 – 13 Gennaio 2013

 



Universo, detriti della cometa“, Impatto di un oggetto con una stella di neutroni, olio su tela, 120 x 60 cm

 

Vesuvio

 

 

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