gennaio 09, 2013
CLAUDIO DESTITO (apri)
CLAUDIO DESTITO (apri)

Opera in evidenza “Per Ponzio Pilato”, 2006, acrilico su legno e alluminio, 60 x 5o cm 

 

Claudio Destito è nato a Roma nel 1959 e si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Vive e lavora a Lecco.

L’artista si autodefinisce un “minimalista ironico” e, come precisamente sottolineato dal critico Roberto Borghi: “la realizzazione di forme essenziali, la stesura di campiture monocrome, l’attitudine a impostare geometricamente la costruzione dell’immagine fanno di lui l’epigono di una tendenza artistica del passato – il minimalismo – che non cessa di condizionare il presente. L’ironia consente alla sobrietà estetica di essere priva di severità: un tono giocoso, quasi ilare, pervade il suo lavoro”. Tra le sue personali: “Lo specchio tradito”, Galleria Eva Menzio, Torino (1989); “Double gum”, L’ospite”, Galleria Eva Menzio, Torino (1993); “La realtà replicata”, Fondazione Marazza, Borgomanero, Novara (1994); “Claudio Destito” Galerie Krief, Parigi (1995); “Claudio Destito” Galleria Flavia Zanetti, Magliaso, Svizzera (1996); “Specchio delle mie brame”, Galleria Silbernagl, Daverio, Varese (1997); “Bianco ironico”, Galleria Il Milione, Milano (2003); “Honoris causa”, Galleria Milly Pozzi Arte, Como (2006).
Nel 2004 è vincitore del premio acquisto alla IV edizione del Premio Donato Frisia IV, Merate, Lecco. Nel suo curriculum vanta numerose esposizioni collettive a livello internazionale e concorsi.


“Metro gialla di Milano (Zara- San Donato)” 2002, smalto acrilico su legno, 83 x 3 x 3 cm



“Claudio Destito, Minimalista ironico. Un ancoraggio ai postulati delle ricerche storiche dell’arte concettuale e minimale con chiave attenta al presente. L’ilarità dei significati dona un tocco squisitamente personale al suo lavoro ironico. Un quid unico di un gruppo di tendenza ancora da scoprire”.
Sandie Zanini

Il New York Times nel settembre del 1994 ha citato Claudio Destito in merito al premio “Art is Life”, un concorso che ha riunito 148 artisti italiani e internazionali sul tema del casco. “Claudio Destito of Turin added a red cross and inky blue wings to his helmet, which could pass for a comic-strip version of what a Crusader wore”. Rita Reif – New York Times – September 18th, 1994


“Ha imparato dalla realtà a rappresentare la forma con ironia e ha fatto del colore semplice l’accento per il suo parlare per immagini. Le opere più recenti di Caludio Destito sono ricoperte da una patina che sa di un certo minimalismo anni sessanta e settanta, ma solo un occhio poco attento cadrebbe nel rischio di classificare l’opera in un limite troppo costringente: dietro ogni composizione, infatti, gioca a nascondersi l’occhiata divertita dell’artista che allude significati quasi troppo chiari, ben definiti e addirittura palesi. Nell’opera d’arte i soggetti, cose di tutti i giorni sono semplificati nella forma, ma estesi nella loro componente concettuale ben oltre la mera rappresentazione fisica. Ecco allora che un pannello arrotondato appeso perpendicolarmente alla parete riecheggia il fluire della Cascata a cui si ispira; e alcune forme elementari schematizzate all’estremo, poi unite da una barra orizzontale rendono l’immagine di panni stesi al vento.
Lo sguardo dello spettatore è condotto, così, al confronto con forme ciascuna chiaramente identificata eppure carica di suggestioni diverse illuminate attraverso la denominazione data all’opera. E’ tanto stretto nella produzione di Destito il rapporto tra opera e il suo titolo che una parte senza l’altra sarebbe come una mezza sfera: non completa, nonostante la sua perfezione come metà. Quello di Destito è un gusto per l’ovvio, quindi, di ciò che è tanto scontato da venire quasi sistematicamente banalizzato o addirittura evitato nella coscienza della realtà di tutti i giorni. Ma, infondo, l’arte ha tra i suoi scopi proprio il dare risalto a ciò che non è trattenuto dall’occhio comune, o sfugge allo sguardo”.
Maria Paola Mosca

 

Esposizione presso la nostra galleria “Minimal Ironica”  13 Gennaio-  20 febbraio 2013

 

 

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